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Comuni del Salento in puglia

Comuni delle provincie di Brindisi, Lecce e Taranto.

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Soleto Da Enciclopedia Wikipedia. Soleto è un comune di 5.537 abitanti del Salento in provincia di Lecce. Fa parte della Grecìa Salentina, isola linguistica greca. Gli abitanti parlano correntemente il dialetto salentino, mentre la lingua grika è quasi del tutto scomparsa.   Soleto Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°11′0″N 18°12′0″E / 40.18333, 18.2Coordinate: 40°11′0″N 18°12′0″E / 40.18333, 18.2 Altitudine: 91 m s.l.m. Superficie: 29 km² Abitanti: 5.527 31-12-04 Densità: 191 ab./km² Comuni contigui: Corigliano d'Otranto, Galatina, Lequile, Martano, San Donato di Lecce, Sogliano Cavour, Sternatia, Zollino CAP: 73010 Pref. telefonico: 0836 Codice ISTAT: 075076 Codice catasto: I800  Nome abitanti: soletani  Santo patrono: Sant'Antonio di Padova  Sito istituzionale Visita il Portale Italia « Un mucchio di piccole case bianche dai piccoli tetti bassi intorno al grande e magnifico campanile. » (Martin Shaw Briggs "Nel tallone d'Italia", 1908)) « ... Soleto invero è una meta di puro godimento spirituale, un'oasi appartata di bellezze, le quali si disvelano interessanti più di ogni aspettativa al viaggiatore, sia esso un innamorato dell'architettura, della scultura, della pittura od un archeologo, sia esso un ricercatore di curiosità etnografiche o un folklorista ... » (Le cento città d'Italia illustrate, 1929)   Dista circa 18 km dal capoluogo e 3,6 km da Galatina. In griko e in salentino il nome del paese è Sulitu. Indice [nascondi] 1 Evoluzione demografica 2 Etimologia 3 Geografia 4 Economia 5 Cenni storici 5.1 Contea di Soleto 5.2 Famiglia Orsini Del Balzo 5.3 Dal XIV al XVI secolo 5.4 Dal XVII al XVIII secolo 5.5 XIX e XX secolo 5.6 Progetti per il futuro 6 Archeologia 6.1 Le mura messapiche 6.2 Abitazioni e sepolture 6.3 La Mappa 6.4 Una possibile interpretazione della mappa 7 Luoghi d'interesse 8 Trasporti 9 Festività e tradizioni 9.1 Gastronomia 9.2 Riti della Settimana Santa 9.3 S. Antonio: 13 giugno 9.4 Madonna delle Grazie: 5 agosto 10 Personaggi illustri 11 Amministrazione comunale 11.1 Sindaci storici 11.2 Sindaci del dopoguerra 12 Bibliografia 13 Collegamenti esterni 14 Voci correlate 15 Note   Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Etimologia [modifica] Stando ad una diffusa ma quasi certamente erronea interpretazione il nome Soleto deriva dalla parola sole. Alcuni studi hanno ipotizzato, invece, che il termine si riferisca a basoleto (syllithos), la pietra utilizzata nella zona. Nel 2003 è stato trovato un ostrakon con una mappa antichissima, detta la "mappa di Soleto", in cui le prime tre lettere del nome (SOL) sono chiaramente incise a identificare il paese. Essendo l'ostrakon di epoca messapica, non è chiaro cosa questa parola possa significare. Dalla parola Soletum si fa derivare anche, per la posizione centrale e l'importanza attribuita all'insediamento in tempi antichi, il termine Salentum che è poi passato ad indicare tutta la zona. Geografia [modifica] La città si trova a metà strada fra Otranto e Gallipoli su un piccolo altopiano a 90 metri s.l.m. Il territorio circostante degrada fino a 48 metri s.l.m. nella pianura salentina. Il punto più alto è a 110 metri s.l.m. la Specchia Murica da dove si può vedere ad occhio nudo la collina di Collepasso dopo i comuni di Sogliano Cavour e l'avvallamento argilloso-tufaceo di Cutrofiano. Bocca di una pozzella - Soleto L'approvviggionamento idrico di Soleto preistorica e medievale era garantito da numerose cisterne (cavità sotterranee in parte naturali ed in parte scavate nella pietra) che raccoglievano l'acqua piovana (essendo il paese sulla sommità di un altopiano) in numerose pozzelle ancora oggi visibili appena fuori dal centro abitato. Le pozzelle sono testimonianza della costruzione a secco legata alle antiche condizioni dell'economia agricola e delle soluzioni idriche di un tempo, e monumenti della cultura rurale salentina. Costituirono per secoli una risorsa fondamentale per la sopravvivenza della comunità e delle attività agropastorali, avendo la funzione di raccogliere l'acqua piovana. Sono ingegnose costruzioni ed arcaici serbatoi idrici. Simili alle cisterne delle città greche dell'VIII sec.a.C., le cavità sotterranee hanno delle volte in parte naturali ed in parte di tipo trulliforme costituite da pietre a secco, con un'apertura sulla sommità, che venivano successivamente ricoperte dal terreno. La bocca della pozzella (sarebbe bene chiamarla puzzieddru) è formata da un unico blocco di pietra leccese, forato al centro, delle dimensioni di circa 100x100x50 cm. appoggiato sulla sommità della cisterna. La profondità media di queste cisterne è di 7-10 metri ed alcune sono tra loro intercomunicanti fino a formare un insieme di 5-10 bocche come si può ancora osservare a nord di Soleto in località pozzelle. Nelle vicinanze ci sono degli abbeveratoi in pietra leccese per uso dei numerosi greggi di pecore e capre. Dagli anni ottanta, dopo che il comune ha realizzato una larga strada ed un pozzo assorbente, quest'area è allo stato di abbandono. Lo stesso sistema è utilizzato nelle grandi masserie che circondano il centro abitato. Nella masseria Mega (in greco vuol dire Grande), demolita per costruire il centro sportivo vi era una cisterna ( ricavata in una cavità naturale nella roccia e rozzamente ricoperta di intonaco) di dimensioni veramente notevoli. Economia [modifica] L'economia è basata prevalentemente sull'artigianato e sull'agricoltura (soprattutto ulivi e legumi),sulla pastorizia ( ovini e caprini) con produzione di formaggio pecorino anche se non mancano attività manufatturiere nel settore dell'estrazione della pietra e della manifattura di giocattoli (peluche). Cave di pietra a cielo aperto La pietra di Soleto è una pietra calcarea molto compatta ed è utilizzata per 3 scopi principali: pavimentazione stradale di centri storici (basolato) in blocchi quadrati o rettangolari di medie dimensioni oggi tagliati a macchina e quindi molto lisce rispetto a quando si squadravano a mano con accorti e appropriati colpi di picozza. produzione di calce e cemento di ottima qualità nel vicino Cementificio di Galatina che esporta anche verso l'Albania e la Jugoslavia dal porto di Otranto. produzione di brecciolina per conglomerati cementizi e bitumazioni stradali nelle ditte sia locali (Nuzzaci,ecc.) che della provincia. Denominata anche "pietra viva", questo calcare grigio, duro, resistente ed omogeneo, è scientificamente denominato "dolomia di Galatina", sebbene sia concentrato soprattutto nelle cave soletane. Le cave sono visibili sulle strade principali di accesso a Soleto sia provenendo da Martano , sia da Sternatia che da Galatina. Una nascosta è invece quella utilizzata dal Cementificio che si trova nel bosco dell'uliveto. L'estrazione e lavorazione della pietra ha impiegato nei decenni numerose maestranze soletane, come "cavamonti", scalpellini e selciatori, che si sono via via specializzate sia nella estrazione (esplosivi e macchine fresatrici) ,sia nella movimentazione (conduzione camions e benne), sia nella pavimentazione (molti comuni delSalento hanno nei loro centri storici la pietra di Soleto ed il sudore dei soletani), sia nella bitumazione (fino a Matera e Bari le opere eseguite). La sua lavorazione prevede l'utilizzo di antichi strumenti come la "busciarda" (piccoli martelli) e la "maiòcca" (martellone in legno di fico utilizzato per assettare il basolo). Oggi pesanti magli hanno sostituito l'opera di decine di braccianti che negli anni '50, seduti su cumuli di grosse pietre le spaccavano per produrre il friccio o la breccia con la forza delle braccia sollevando ed abbassando per dodici ore al giorno pesanti mazze del peso di oltre cinque chili. Manifattura di giocattoli (peluche) Una lunga tradizione familiare come giocattolai a Soleto è quella della famiglia Stanca. Nel dopoguerra si potevano vedere lungo i marciapiedi di Viale Raimondello Orsini i cavallucci a dondolo e le bambole di cartapesta messe ad asciugare al sole. Si lavorava tutto l'anno per soddisfare le richieste del periodo natalizio. Oltre all'artigiano che aveva preparato con cura i calchi in gesso in cui veniva pressata la carta imbevuta di colla liquida per darle la forma voluta, molte ragazze lavoravano in casa i vestiti delle bambole o ne dipingevano il viso e le braccia. Così venivano lavorate a mano centinaia e centinaia di pezzi. Negli anni la plastica ed il polistirolo hanno sostituito la cartapesta ed oggi prendono vita nei laboratori artigiani in Largo Cupone migliaia di peluche di varie forme e destinazioni. Dalle fiere di paese alle sorprese per le uova di Pasqua. Artigianato Botteghe artistiche di ferro battuto con decorazioni a smalto Lavoratrici al tombolo e merlettaie: i merletti più conosciuti sono "il chiacchierino", fatto con la spoletta sulle dita, e poi ancora "il tombolo", con la famosa tecnica di intrecciare i fili intorno ad altri puntati su un disegno, sistemato su un grosso cuscino cilindrico imbottito. Esperti in rivestimenti in pietra e costruzione di muretti a secco Sculturori in legno d'ulivo e in pietra leccese Azienda familiare di luminarie Pasticcerie (caratteristici pasticciotti e fruttoni) Ristoranti, Osterie, Rosticcerie (caratteristici rustici e calzoni). Cenni storici [modifica] È uno dei siti neolitici più noti del Salento per il ritrovamento di manufatti e di asce in bronzo esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Alcune campagne di scavi condotte negli ultimi decenni nelle vicinanze dell'attuale Convento dei Francescani hanno portato alla luce l'antica cinta muraria di età messapica visibile ancora nel '500 e citata dall'erudito Galateo nel "De situ Japigiae". Molto prima di lui Plinio il Vecchio, nel libro III della "Naturalis Historia", narra di aver trovato, durante il suo viaggio nel Salento nel primo secolo dopo Cristo, "Soletum desertum". Soleto fu un ragguardevole nodo viario già in epoca messapica, che metteva in comunicazione i più importanti centri messapici ed incrociava una "via trasversale" che collegava il porto di Thuria sallentina ( oggi Roca Vecchia) sull'Adriatico con Vereto (oggi scomparsa ed al suo posto Patù) e con il porto Nauna sullo Ionio (l'attuale Santa Maria al Bagno). L'attuale sito è quello corrispondente al "castrum" Romano costruito dopo le guerre contro Annibale nelle quali i Messapi Sallentini si erano ribellati a Roma e schierati con i Cartaginesi. Il sito preistorico è spostato verso nord nella direzione della strada per S. Venerdia e fu raso al suolo dai Romani. Il territorio di tutto il Salento fu "centuriato" e dato in premio come si usava ai Centurioni vincitori. Inoltre nel sottosuolo del centro abitato e nelle campagne intorno a Soleto si incontrano innumerevoli avanzi di terracotta grossolana, di stoviglie smaltate, di sepolcri sempre messapici. Contea di Soleto [modifica] La storia più conosciuta di Soleto è, tuttavia, quella medioevale e coincide con la storia della Contea di Soleto con Raimondello Orsini del Balzo, che comprendeva i comuni attuali di Galatina, Zollino, Cutrofiano, Sternatia e Sogliano. La Contea di Soleto, assieme a quella di Nardò e Lecce, nasce nel 1055 con la conquista normanna della Puglia da parte di Roberto il Guiscardo della famiglia Altavilla(duca di Puglia dal 1057) e la creazione del principato di Taranto con il figlio Boemondo I nel 1088. Il Catalogus Baronum (2) del 1168 circa aveva censito nel distretto feudale di Soleto, cinque corpi feudali di collazione regia. Con l'arrivo degli Svevi, Federico II nomina il figlio Manfredi principe di Taranto a cui succederà Filippo I d'Angiò nel 1266 dopo la battaglia di Benevento. I primi conti di Soleto di cui conosciamo il nome sono d’età sveva. Ed anzitutto Glicerio de Matino, figlio del famoso Gervasio (giustiziere di Capitanata nel 1250) partigiano, come il padre, di Manfredi e di Corradino, e catturato alla resa di Gallipoli, l’otto maggio 1269, con tutti i ghibellini della provincia (1). Ebbe, forse, salva la vita; ma i feudi li aveva già persi il 28 gennaio del 1269, quando la città di Mottola da cui la famiglia era originaria , le terre di Ceglie, di Soleto ed il casale di San Pietro in Galatina, tutti suoi, furono concesse ad Anselin de Toucy. (3) Ezzelino de Tuzziaco ebbe per primo, tra il 1271 e il 1272 il titolo di Comes Soleti. Famiglia Orsini Del Balzo [modifica] Nel 1277 passò al fratello Philippe finché nel 1299 morto l'ultimo erede della famiglia Filippotto De Tuzziaco senza figli, Carlo I d'Angiò cedette la Contea di Soleto ad Ugo del Balzo(Hugues de Baux in Provenza), venuto al suo seguito dalla Francia. Alla morte di Ugo, avvenuta nel 1319, gli succedette il primogenito Raimondo (1303-1375), che la cinse di mura e acquistò i casali di Cutrofiano ( che includeva il territorio dell'odierna Collepasso) e di Castrignano de' Greci. Successivamente Nicola Orsini(1331-1399), , conte di Nola, la ereditò dallo zio Raimondo del Balzo (fratello della madre Sveva del Balzo) nel 1375 con la promessa di lasciarla a Raimondello e di unire i cognomi delle due famiglie Orsini-Del Balzo. Nascita della famiglia Orsini Del Balzo Raimondo Orsini Del Balzo, conosciuto anche come Raimondello, (1361 – 17 gennaio 1406) era il secondo genito di Nicola Orsini. Fu Conte di Soleto (1382), Duca di Benevento (1385-1401), Principe di Taranto (1393-1406), Conte di Lecce (1401-1406), Duca di Bari, Gran Connestabile del Regno di Napoli, Gonfaloniere della Sacra Romana Chiesa. Sposò Maria d'Enghien, (1367-9 maggio 1446), contessa di Lecce, che dopo la morte del marito continuò ad interessarsi concretamente di Soleto,sotto gli aspetti architettonici ed artistici, urbanistici, sociali ed amministrativi. Dopo la morte di Raimondello, Maria completò l'ultimo ordine della Guglia, collaborò per molteplici opere d’arte come la cappella di S. Leonardo e la cappella di S. Lucia (oggi inesistenti)e commissionò diversi affreschi della chiesetta di S. Stefano. Il Principato di Taranto includeva metà del Regno di Napoli ed il Principe Raimondello vi governò quasi indipendentemente dal Re, diventando il signore più ricco del regno e vantandosi di poter andare da Lecce a Napoli "passando sempre sopra le sue terre". Verso la fine del XIV secolo fondò Salice Salentino, e ordinò la costruzione della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina, un capolavoro di arte francescana. Egli stesso vi è ritratto all'interno insieme con suo figlio Giovanni Antonio ed i due monumenti funebri sono ben visibili nell'abside. Dal XIV al XVI secolo [modifica] Guglia di Raimondello Orsini Allo stesso periodo (fine XIV sec.) risalgono i cicli pittorici nella bellissima chiesetta greco-bizantina di Santo Stefano dove a uno stile giottesco si sovrappone quello delle maestranze presenti a Galatina. Secondo Ch.Diehl (L'art byzantin dans l'Italie meriodionale, Paris 1891) la chiesetta (metri 6,61x3,90) fu edificata nel 1347 (in greco anno 6885 dalla creazione del mondo). Un'altra opera importante da lui voluta e commissionata è la omonima Guglia di Raimondello a Soleto costruita nel 1397. Per ogni soletano lu campanaru è l'elemento più rappresentativo della sua identità storica. La Contea di Soleto ed il Principato di Taranto vennero assorbiti dal regno di Napoli dopo la congiura dei Baroni contro il re e la morte in Altamura nel 1463 del figlio di Raimondello e Maria d'Enghien, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, ultimo principe di Taranto. Delle mura medioevali e delle quattro porte (S.Antonio a nord, S.Vito a est, S.Lorenzo a sud, S.Gaetano a ovest) è visibile oggi solo la porta di S.Vito sormontata da una statua. Lo spessore del muro attuale ci fa ben immaginare come dovevano essere quelle che cingevano il paese probabilmente già nel 1269, anche se ufficialmente si fa risalire la loro costruzione attorno al 1334. “Le mure prime che si fecero in Santo Pietro, furo fatte nel 1334 et nel medesimo anno si murò Galatòna, Solìto, et Sternatìa”. [F. Giovannini Vacca, “Un’inedita cronaca galatinese del ‘500”]. Una veduta della porta ovest (verso Galatina) è nei dipinti settecenteschi del Des Prez. Mura di Soleto nel '700 lato ovest (Des Prez) Il castello, oggi sostituito da una civile abitazione , era situato sul lato sud e fu restaurato per l'ultima volta, come testimonia Cosimo De Giorgi nel 1880, alla fine dell'800. Fu edificato intorno al 1400 per volere di Raimondello Orsini Del Balzo. Nel 1940 versava in pessime condizioni, e nel 1948 venne demolito. Dell’antico castello di Soleto, oggi rimane solo il grande giardino. Saccheggiato dai Turchi nel 1480 dopo la presa d'Otranto, Soleto conserva ancora nel suo centro storico ( in greco αγορά - pronuncia in griko la Corà) una ricca collezione di case gentilizie quattro-cinquecentesche, dalla sobria eleganza rinascimentale, accanto a portali e palazzi barocchi . Tra il 1459 e il 1463, Galatina aveva circa 2.900 abitanti contro i circa 1.100 di Soleto e da questo momento in poi continuò ad espandersi culturalmente ed economicamente fin quando nel 1484 venne scorporata dalla contea di Soleto e dagli Aragonesi elevata a ducato. Nello stesso anno anche Cutrofiano fu ceduta alla famiglia Del Croce-Capece. La famiglia Castriota Scanderbeg, alla morte di Giorgio [1], ottenne dalla corona aragonese il ducato di San Pietro in Galatina e la contea di Soleto nel 1485. Giovanni, figlio di Scanderbeg, e suo figlio Ferrante furono il primo e secondo duca di Galatina. L’unica figlia legittima del Duca Ferrante, Irene, nata da Andreana Acquaviva d’Aragona dei Duchi di Nardò , portò il ducato di Galatina e la contea di Soleto nella famiglia Sanseverino dopo il suo matrimonio con il principe Pietro Antonio Sanseverino (1539) appartenente ad una nobile famiglia napoletana. A questo periodo risalgono le attuali porte e mura di Galatina. Dal XVII al XVIII secolo [modifica] Alla famiglia Sanseverino residente in Calabria (principi di Bisignano,Morano e Corigliano Calabro - CS) seguì Giovan Vincenzo Carafa a cui Niccolò Bernardino , figlio di Pietro Antonio Sanseverino carico di debiti, nel 1590 fu costretto a vendere buona parte del patrimonio. Ai Carafa seguirono i Brayda (Ettore, marchese di Lavello era conte di Alessano e Neviano dal 1571) ed infine, nel 1615, subentra il genovese Giovan Battista Spinelli. Soleto fu declassata da contea a baronia fino al 1806, anno in cui fu soppressa la feudalità ma non i titoli nobiliari e ultimi baroni di Soleto furono i Carrozzini. Nel 1601-1609 fu costruita la Chiesa della Madonna delle Grazie (Santuario dal 1953) con annesso convento dei Francescani. Vi si conserva un grazioso affresco quattrocentesco che riproduce la Madonna con in braccio il bimbo Gesù. Secondo una "Cronaca" di padre Bonaventura da Lama nel 1568 il viso della Madre fu sfregiato da colpi d'ascia inferti da un tal Lisandri. Dall'affresco colpito sgorgò del sangue. La "leggenda" nasconde il fatto storico che dopo il Concilio di Trento (1564) a Soleto nel 1598 fu smesso il rito greco con l'ultimo arciprete Arcudi e nel 1602 furono chiamati i Frati Minori per promuovere il rito latino non senza sofferenze per le minoranze religiose. Porta S.Vito a Soleto Nel 1688 venne completata l'attuale Chiesa di S.Nicola con annesso Monastero delle Clarisse al posto di una precedente di stile greco-bizantino. Il monastero fu fondato nel 1683 per espresso desiderio testamentario e con i beni del chierico e medico Donatantonio Bifali e della moglie Donna Ramondina Coletta. Nel 1689 venne aperto grazie al trasferimento di due clarisse provenienti dal monastero di Nardò. Il monastero subì la soppressione napoleonica dal 1810 al 1829. Recuperato nel 1830, vi fu istituito anche un educandato. Situato nel centro storico, è formato dal primo piano e dal pian terreno ed ha forma rettangolare con chiostro centrale in cui il pozzo seicentesco, in pietra leccese, domina sul verde delle aiuole. Attualmente la comunità è trasferita presso l'oasi "S. Bonaventura" in S. Simone di Sannicola dei Frati Minori a causa del dissesto del monastero il 14 dicembre 2003. A pochi passi la Chiesetta detta delle Anime con facciata anch'essa di stile seicentesco. Nel 1783 venne completata l'odierna Chiesa matrice, parrocchiale soletana al posto della vecchia chiesa medioevale che minacciava in parte di crollare. Di quella antica chiesa sopravvive una stilizzata incisione del 1604 sul grande leggio del coro ed era orientata a tramontana, con asse inverso a quello attuale. Come si legge sulla facciata settentrionale del campanile nuovo "Adrianus Preite a Cupert fecit" il costruttore fu l'architetto Adriano Preite da Copertino. XIX e XX secolo [modifica] Nella prima metà dell'800 venne costruito il Camposanto.Più volte ampliato e con pregevoli edicole in pietra leccese tra cui quelle delle famiglie Paolo Orsini e Salvatore Manca ad opera del maestro soletano Serafino Mangione. Il luogo precedente era il cortile recintato vicino al Convento dove una lapide indica che li giacciono i resti dei Soletani morti durante le pestilenze del '600 e '700. Alla fine dell'800 un nobile discendente della famiglia Carrozzini (baroni di Soleto), don Giovanni, con atto notarile lasciò in eredità al Comune due edifici di sua proprietà. In via Maria Grazia Carrozzini il palazzo settecentesco di famiglia ad uso Ospedale che verrà utilizzato fino a metà del '900 e poi adibito a Caserma dei Carabinieri ed ora sede di Uffici Comunali. Destinò anche a Ospizio per i poveri la bella villa in Largo Osanna con il nome di Opera Pia Madonna delle Grazie Giovanni Carrozzini con cospicue rendite legate ai terreni anch'essi lasciati in dotazione. Durante il ventennio venne costruito il grande edificio scolastico, più volte restaurato ed ampliato, sul finire degli anni '90. Gli ampliamenti, anche se sono stati realizzati mantenendo lo stesso stile architettonico originale nei prospetti, hanno mutato l'originaria forma planimetrica ad U modificandone la fruibilità dell'intera struttura. Monumento ai caduti - Villa comunale Dopo la storica nevicata del febbraio 1956, durante l'amministrazione comunale del Sindaco Marra, vennero demoliti gli edifici in cattivo stato di manutenzione in Piazza Municipio ( prima piazza Vittorio Emanuele II) e la vecchia torre dell'orologio per costruire l'attuale palazzo municipale restringendo la piazza e acquisendo alcuni edifici confinanti. Venne anche piantumata la villa comunale detta dai soletani cupone con all'ingresso , nel pavimento, lo stemma del Comune (il sole a 16 raggi) composto da marmo e impasti colorati e levigati. Il "cupone" era originariamente delimitato da una doppia fila di querce ed utilizzato come campo di calcio sterrato stendendo una fune sul primo filare di querce e disegnando con polvere di calce le due aree. Al centro della villa comunale venne poi edificato il monumento ai caduti e definitivamente sistemata la stele in pietra sormontata da una croce ( Osanna) da cui il piazzale prende il nome. La nuova scuola media sorse negli anni '70 su un'area detta le 4 are (grande aia di un'antica masseria) dopo aver utilizzato per anni il vecchio palazzo comunale in Via Umberto I (ora sede della polizia Municipale). Negli anni '80 i soletani cominciano a dedicarsi al tennis ed alla pallavolo. Nasce la prima squadra di pallavolo che necessita di un campo da gioco. L'amministrazione comunale guidata dal sindaco prof. Fortunato Danieli recepisce le richieste dei giocatori costretti a giocare sulla "Villa Comunale" realizzando il centro sportivo polivalente, progettato dall'architetto soletano Giovanni Miccoli, dotato di due campi da tennis e due di pallavolo/pallacanestro e pista di pattinaggio. L'attuale slargo stradale prospicente l'entrata posteriore del centro ha preso il posto della masseria Mega (in greco vuol dire Grande),e della cisterna di dimensioni veramente notevoli (in Geografia/Pozzelle). Successivamente viene realizzato anche il pallone tensostatico ed il campo di calcetto.Oggi il centro sportivo viene utilizzato anche per concerti e manifestazioni. Mosaico del Calvario - Piazzale Convento - Soleto Anche il piazzale del Convento è stato attrezzato a verde con al centro la statua della Madonna delle Grazie posta su un alto piedistallo in cemento ed il suggestivo e policromo mosaico del Calvario di Cristo ad opera del prof. Moscara. Intanto il centro storico diventava sempre più disabitato mentre nuovi quartieri sorgevano prevalentemente verso ovest spostando di fatto la maggioranza delle abitazioni e degli abitanti verso la via Galatina. I negozi e gli uffici dal centro si sono spostati sul vecchio anello stradale del Viale Raimondello Orsini ed una nuova circonvallazione ora dirotta il traffico pesante verso il nord collegando via Martano, via Sternatia e via Galatina. Nel 2002 è stata completata una bretella viaria (viale Gubbio) che collega via Sogliano e via Martano, due principali arterie di accesso al centro abitato situate a sud-est. Progetti per il futuro [modifica] L'amministrazione della Provincia di Lecce nel 2008 ha inaugurato il sottopassaggio ferroviario sulla provinciale per Galatina. L'amministrazione Comunale sta adeguando le stanze dell'ex Ospedale Carrozzini al fine di realizzare un museo e i locali dell'ex mercato comunale coperto (1950) come un punto di ritrovo per gli anziani di Soleto. Archeologia [modifica] Le mura messapiche [modifica] Tracciato ipotizzato per le vecchie mura messapiche di Soleto Oltre al ritrovamento di asce di bronzo, monete, vasi e tombe del periodo messapico esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto, sono state recentemente messe in evidenza le antiche mura di cui, nei secoli, si erano perse le tracce [2]. Dal 1991 al 2001 successive campagne di scavo hanno portato alla luce tratti della cinta muraria messapica nella loro parte settentrionale in località "Quattrare", "Rangali", "Convento", e "Fontanelle". La base delle vecchie mura risalenti all'VIII-VII sec.a.C. è costituita da un doppio filare di blocchi squadrati di carparo delle dimensioni di m. 1,60 x 0,70 , quelli esterni disposti di traverso e quelli interni per il lungo. Tra le due fila vi è un possente muro a secco dello spessore di circa 3 metri. Con la siccità dell'anno 2000 una larga spaccatura nel terreno ha fatto intravedere una seconda cinta muraria verso settentrione tra le località "Mega" e Via delle Miniere risalente al IV-III sec a.C. Abitazioni e sepolture [modifica] Oltre al tracciato delle vecchie mura, le campagne di scavo hanno analizzato le varie sepolture messapiche rinvenute e due ben distinti strati abitativi. Il più antico si fa risalire all'VIII-VII sec.a.C. con le tipiche capanne Japigie di forma ovale caratterizzate da muri in mattoni crudi su uno strato battuto e con il tetto a rami intrecciati.Gli strati superiori ricchi di ceramiche messapiche risalgono invece al VI-V sec.a.C. quando dalle capanne sparse si passa a case allineate lungo un asse viario edificate su un riempimento sabbioso contenuto da blocchi di carparo e pietre calcaree.I muri sono costituiti da un elevato in mattoni crudi e pali di legno con una base in blocchi di carparo e pietra leccese. La copertura in tegole poggia su una struttura di travi di legno. Le sepolture del tipo a inumazione sono costituite nella maggioranza di casi da casse di lastroni di pietra leccese e copertura in lastre di carparo, ed in alcuni casi da sarcofago. Nei corredi funebri femminili compaiono spesso oltre a monili in argento anche i caratteristici pesi da telaio a forma troncopiramidale. Alcuni di questi hanno impresse delle figure ( e tra queste anche il sole) come una specie di marchio di fabbrica. Nei dintorni di Santa Venerdia è stata confermata inoltre la presenza in un'area di circa 3 ettari di un insediamento che va dal periodo iapigio fino a quello romano. La Mappa [modifica] La Mappa di Soleto La cosiddetta mappa di Soleto è l'ultimo di una lunga serie di ritrovamenti archeologici. L'oggetto è stato scoperto all'interno di un grande edificio messapico il 21 agosto 2003 a Soleto dall'Archeologo belga Thierry van Compernolle nel corso di scavi archeologici, e testimonia le relazioni esistenti tra gli Iapigi, i Messapi ed i Greci nel V secolo a.C., non sempre approfondite dalla predominante tradizione letteraria greco-romana. Su 13 nomi di città, 2 sono di colonie greche (Taras e Graxa) e i rimanenti messapiche di cui ben 5 compaiono per la prima volta ed uno è di difficile attribuzione (STY). Una possibile interpretazione della mappa [modifica] In Messapicosulla mappa di SoletoIn latino ( testo di Plinio lib.III,11)Località italiana Hydrus (ΗΥΔΡ) Hydruntum Otranto Taras (ΤΑΡΑΣ) Tarentum Taranto Baletium (ΒΑΛ) Aletium Alezio Oian (ΟΙΑΝ) Uzentum Ugento Nar (ΝΑΡ) Neretum Nardò Sol (ΣΟΛ) Soletum desertum Soleto Mios (ΜΙΟΣ) Muro Leccese Sty (ΣΤΥ) Cavallino ?? Lios (ΛΙΟΣ) Leuka ( in Strabone VI 6.3.5) Capo di Leuca Lik (ΛΙΚ) Castrum Minervae Castro Basta (ΒΑΣ) Basta Vaste Graxa (ΓΡΑΧΑ) Callipolis,quae nunc est Anxa Gallipoli   Luoghi d'interesse [modifica] 1- Chiesa Maria S.S. Assunta (matrice o collegiata) del 1783 2- Guglia di Raimondello, dichiarata monumento nazionale. 3- Il Santuario della Madonna delle Grazie di Soleto gestito dai Frati Minori. 4- la porta di S.Vito: antica porta d'entrata da oriente nel centro storico. 5- Chiesetta di Santo Stefano (bizantina) 6- Casa natale di Matteo Tafuri(1492 -1584) nella via omonima n.70.Quattrocentesca, con un arco catalano-durazzesco e finestra del '500 con stemma. 7- Palazzo Gervasi in via Regina Elena. Risale al ‘500, presenta un elegante portale e balcone superiore a balaustra, stemmi ed iscrizioni. Centro storico di Soleto 8- Palazzo Blanco o della Zecca. Incrocio tra via Regina Elena e XX Settembre, dimora dell’arciprete Nicola Viva. Cinquecentesca con iscrizioni, portale, stemmi e motivi bugnati. 9- Palazzo Sergio. In via Salomi, 8. Cinquecentesco, già dei Rizzo, con portale e splendida finestra, con stemma dei Rizzo e decorazioni simboliche. 10- Sedile ( ora adibito ad agenzia bancaria). 11- Chiesa di San Nicola con annesso Monastero delle Clarisse (chiuso per dissesto dal 14 dicembre 2003). 12- Centro storico - palazzo Orsini 13- Cave di estrazione della pietra di Soleto 14- Pozzelle 15- Villa comunale ed Osanna 16- Mura messapiche rinvenute durante campagne di scavi archeologici 17- Chiese fuori dalle mura : Santa Venerdia (Venerdi Santo),Madonna del Carmine (riedificata), Madonna di Leuca (1766), San Paolo (riedificata). Trasporti [modifica] Nel paese è presente una stazione (Soleto) delle Ferrovie Sud Est a due binari. Tale stazione è situata sulla tratta Lecce-Zollino-Gallipoli. Vi si può arrivare dalla strada statale 16 Adriatica che collega Lecce con Maglie , dalla provinciale 367 dall'aeroporto di Galatina a Maglie , dalla provinciale 47-48 da Galatina a Martano - Otranto , dalla provinciale 31 da Sternatia o infine dalla provinciale 33 da Sogliano. Festività e tradizioni [modifica] Mercato settimanale: lunedi. "Focare" di S.Antonio: 17 gennaio. Vengono accesi grandi falò propiziatori nei crocicchi dei quartieri. Festa popolare con cuccagna del lunedi di Pasqua. Notti delle Macare ( Festa della Magia )28-30 maggio Sagra della bruschetta : ultima domenica di agosto. S. Lucia: 13 dicembre .Riti religiosi, luminarie, spettacoli pirotecnici. Festa popolare con cuccagna di Santo Stefano : 26 dicembre. Gastronomia [modifica] Come in tutto il Salento è molto diffusa la carne di cavallo, stufata o brasata col pomodoro, i pezzetti, e le lumache di terra, preparate in vari modi, le municeddhre; gustosi dolci tipici: il pasticciotto (ripieno di crema pasticcera) e i fruttoni (ripieni di marmellata di pere e ricoperti di cioccolata). Riti della Settimana Santa [modifica] Addobbi floreali dei Sepolcri, Chiamata della Madonna la sera del Giovedi Santo. Dopo il tramonto muore Gesù. In chiesa si spengono le luci, si simulano rumori come di tuono, si aprono le porte principali e quando si riaccendono le luci appare sulla soglia della Chiesa la statua della Madonna Addolorata. Dal pulpito della Chiesa il predicatore che ha appena finito di commemorare la morte di Cristo grida a gran voce " VIENI MARIA A PRENDERE TUO FIGLIO !! " Processione di Cristo morto all'alba del Venerdi Santo. Alle 4,00 un rullare di tamburo e tre squilli di tromba ( due brevi ed uno prolungato) chiamano tutti i soletani alla processione di Cristo morto seguito dalla Madonna Addolorata. Tutti gli adulti sono vestiti con la mantella gialla o blu delle due Congreghe (Anime e S.Nicola) e con il cappuccio bianco sul capo. Davanti procedono tutte le donne con le candele accese e intonando canzoni lamentose. Dietro le statue portate a spalla dai penitenti a pagamento, vi è la banda che intona marce funebri e tutto il paese segue fino all'alba percorrendo il centro storico e fermandosi nelle altre chiese ed al convento. Sabbatu santu(filastrocca popolare) Mentre si commemora la morte di Gesù si prepara la festa di Pasqua ed i dolci tipici. « abbatu santu currendu currendu, tutte le femmane vane chiangendu; vane chiangendu cu ddoja te core, sabbatu santu : cuddhrura cu ll'oe. (traduzione) Oggi è sabato santo e senza perdere tempo, tutte le donne piangono e sono addolorate; così addolorate che gli fa male il cuore, oggi è sabato santo (e già si preparano) i dolci pasquali » Dolci Pasquali tipici sono tutti quelli a base di pasta di mandorla. Vere opere d'arte alcune riproduzioni di frutta (classicamente i fichi d'india con o senza la foglia verde) o l'agnellino pasquale con la bandiera rossa della resurrezione. Pascareddhra (lunedì di Pasqua) con le tipiche cuddhrure cu ll'oe. Impasto di pasta frolla con uno o più uova intere ( con tutto il guscio) cotte al forno. La forma varia a seconda del destinatario: cestini con 2/3 uova per gli adulti, il gallo con un uovo in centro per i ragazzi e la classica bambola con l'uovo in pancia per le bambine. S. Antonio: 13 giugno [modifica] In onore di S. Antonio, culto particolarmente sentito dai soletani; ai riti religiosi si accompagnano le celebrazioni civili con luminarie nelle vie principali del paese, spettacoli, banda musicale e fuochi pirotecnici. Madonna delle Grazie: 5 agosto [modifica] Momenti di profonda partecipazione con riti religiosi e manifestazioni di folklore popolare, giocattolai, luminarie, bande, spettacoli pirotecnici. Personaggi illustri [modifica] Matteo Tafuri 1492-1584 (filosofo e medico) Francesco Arcudi 1596-1641 ( vescovo e figlio dell'ultimo protopapa in rito greco) Niceta Attanasio 16xx-16xx (condottiero italiano) Fra Giuseppe da Soleto 1667 (intagliatore tabernacoli) Pasquale Manni 1796-1876 (scultore e mastro muratore) Giovanni Carrozzini 18xx-1904 (nobile benefattore) Mario Marti 1914 (letterato e accademico) Francesco Attanasi 1978-2005 (musicologo) Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Elio Serra (lista civica composta da :Democratici di Sinistra - Alleanza Nazionale-Forza Italia) dal 15/06/2004 Centralino del comune: 0836 667014 - 0836 667429 Posta elettronica: segreteria@comune.soleto.le.it Ufficio Tecnico Tel e FAX 0836 667865 Polizia municipale Tel e FAX 0836 663133 Protezione civile Tel               0836 663764        Carabinieri Tel               0836 667010        Farmacia Tel               0836 667044        Guardia medica Tel               0836 527292        Centro ricreativo anziani Tel               0836 663682        Sindaci storici [modifica] 1831 D.Salvatore Manca 1876 Antonio Carrozzini Sindaci del dopoguerra [modifica] Francesco Carrozzini dal 1946 Giuseppe Dell'Anna (insegnante) dal 1951 Antonio Marra(imprenditore nel settore edilizio) dal 1956 Arnaldo Vergine (legale)dal 1961 Ettore Dell'Anna (insegnante scuola elementare)dal 1966 Luigi Danieli (insegnante materie letterarie, scuola media)dal 1975 Bruno Nuzzaci (imprenditore nel settore edilizio)dal 1985 Angelo Cagnazzo (insegnante materie letterarie, scuola superiore)dal 1988 Domenico Palmisano (dottore commercialista) Antonio Campa (insegnante materie aziendali, scuola superiore) Virgilio Baldassarre (insegnante materie letterarie, scuola media) Raffaele Saracino (medico pediatra) Elio Serra (medico psichiatra) Bibliografia [modifica] (1) Cedula taxationis Justitiaratus Terrae Ydronti 1276 ed.Filomatica Napoli 1926. (2) Catalogus Baronum Istituto Storico per il Medioevo (a cura di E.Cuozzo) Roma 1984 pag.54 (3) Registri della Cancelleria Angioina Napoli 1963 vol XIV pag.230 Bacca D. Donne del Sud, Lecce 2008 Montinari M. Soleto-Una città della Grecìa Salentina , Schena editore Fasano 1993 Petrucci A. Cattedrali di Puglia ,Roma 1960 Zacchino V. Berger M. Paesi e figure del vecchio Salento vol.secondo Congedo editore Galatina 1980 Zacchino Vittorio Lecce e Terra d'Otranto - De situ Iapigiae ISBN 88-88156-25-9 EDIPAN - Grafiche Panico Galatina (Lecce) 2004 Collegamenti esterni [modifica] Photo Gallery sul Sito ufficiale del Comune di Soleto Photo Gallery del gruppo Soleto sulla community flickr Soletum desertum in Plinio NH lib.III,101 Documentazione fotografica e planimetrica scavi archeologici (2001) parte a Documentazione fotografica e planimetrica scavi archeologici (2001) parte b Descrizione ufficiale: Pasticciotto Descrizione ufficiale: Fruttone Descrizione ufficiale: Rustico Voci correlate [modifica] Mappa di Soleto Orsini Del Balzo (famiglia) Messapico Note [modifica] ^ Edward Gibbon, 1788, History of the Decline and Fall of the Roman Empire, Volume 6, Scanderbeg section ^ Thierry Van Compernolle, 2001, dall'insediamento Iapigio alla città messapica: dieci anni di scavi e ricerche archeologiche a Soleto (LE)
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Sogliano Cavour Da Enciclopedia Wikipedia. Sogliano Cavour (4.889 abitanti) è un comune del Salento in provincia di Lecce. Il nome "Cavour" venne aggiunto con decreto reale nel 1860 dopo l'annessione al regno sabaudo. Sogliano Cavour Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°9′0″N 18°12′0″E / 40.15, 18.2Coordinate: 40°9′0″N 18°12′0″E / 40.15, 18.2 Altitudine: 75 m s.l.m. Superficie: 5 km² Abitanti: 4.889 Densità: 818 ab./km² Comuni contigui: Corigliano d'Otranto, Cutrofiano, Galatina CAP: 73010 Pref. telefonico: 0836 Codice ISTAT: 075075 Codice catasto: I780  Nome abitanti: soglianesi  Santo patrono: San Lorenzo  Giorno festivo: 10 agosto  Sito istituzionale Visita il Portale Italia Indice [nascondi] 1 Sport 1.1 Calcio 2 Amministrazione 3 Evoluzione demografica   Sport [modifica] Calcio [modifica] A.S.D. A. STEFANIZZI SOGLIANO - Militante nel Campionato Regionale di Eccellenza pugliese. Ha vinto il proprio girone e il titolo regionale di Promozione.                                           Amministrazione [modifica] Sindaco: Salvatore Polimeno (lista civica) dal 30/05/2006 Centralino del comune:               0836 543084        Posta elettronica: affarigenerali@comune.soglianocavour.le.it   Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti  
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Seclì Da Enciclopedia Wikipedia. Seclì (1.909 abitanti) è un comune del Salento in provincia di Lecce. È posto 28,9 chilometri dal capoluogo in direzione sud-ovest. Seclì Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°8′0″N 18°6′0″E / 40.13333, 18.1Coordinate: 40°8′0″N 18°6′0″E / 40.13333, 18.1 Altitudine: 76 m s.l.m. Superficie: 8 km² Abitanti: 1.909 Densità: 238 ab./km² Comuni contigui: Aradeo, Galatina, Galatone, Neviano CAP: 73050 Pref. telefonico: 0836 Codice ISTAT: 075074 Codice catasto: I559  Nome abitanti: seclioti o sichigliati  Santo patrono: San Paolo Apostolo  Sito istituzionale Visita il Portale Italia                                                               Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Donato Zizzari (lista civica) dal 15/06/2004 Centralino del comune:               0836 554213        Posta elettronica: info@comune.secli.le.it
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Scorrano Da Enciclopedia Wikipedia. Scorrano è un comune di 6.755 abitanti del Salento in provincia di Lecce. E' situato su un modesto rilievo a metà stada fra Lecce e Santa Maria di Leuca rispettivamente a nord e a sud, e fra Gallipoli e Otranto rispettivamente a ovest e a est. Scorrano Chiesa del Convento dei Francescani Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°6′0″N 18°18′0″E / 40.1, 18.3Coordinate: 40°6′0″N 18°18′0″E / 40.1, 18.3 Altitudine: 95 m s.l.m. Superficie: 34 km² Abitanti: 6.864 31-12-04 Densità: 199 ab./km² Comuni contigui: Botrugno, Cutrofiano, Maglie, Muro Leccese, Sanarica, Supersano CAP: 73020 Pref. telefonico: 0836 Codice ISTAT: 075073 Codice catasto: I549  Nome abitanti: scorranesi  Santo patrono: Santa Domenica  Giorno festivo: 6 luglio  Visita il Portale Italia E' sede di ospedale con un bacino di utenza di circa 100.000 abitanti. Indice [nascondi] 1 Geografia 2 Etimologia 3 Cenni Storici 4 Monumenti 4.1 Chiesa Madre 4.2 Chiesa dei Cappuccini 4.3 Chiesa degli Agostiniani 4.4 Porta Terra 5 Demografia 5.1 Evoluzione demografica 5.2 Emigrazione 5.3 Immigrazione 5.4 Religione 6 Feste e ricorrenze 6.1 Festa patronale di Santa Domenica 6.2 Le fiere di San Francesco d'Assisi e di Santa Lucia 7 Amministrazione comunale 8 Personaggi celebri 9 Collegamenti esterni   Geografia [modifica] Posto al centro della provincia di Lecce a 20 Km dal mar Adriatico e a 26 Km dal mar Ionio con un'estensine territoriale di 34 km², confina a nord con i comuni di Maglie e Cutrofiano, ad ovest con il comune di Supersano, a sud con il comune di Botrugno e ad est con i comuni di Sanarica e Muro Leccese. Il territorio del comune risulta compreso tra i 81 e i 116 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 35 metri. Etimologia [modifica] L'origine della città risalirebbe al I secolo a.C. per opera del condottiero romano Marco Emilio Scauro da cui pare ne derivi il nome. Per altri studiosi il toponimo deriverebbe da un altro nome di persona romano Scurra con l'aggiunta di -anus che indica possesso. Una stradina del centro. Sullo sfondo la Torre dell'Orologio e Porta Terra Cenni Storici [modifica] Il territorio intorno a Scorrano, era già abitato nell'età del bronzo, come si deduce da un menhir presente nei pressi dell'abitato. Il centro fu dominato dai romani, a cui si deve la fondazione e successivamente dai greci e dai bizantini. Intorno alla matà del 1100 quando era re il normanno Tancredi d'Altavilla fece parte del Contado di Lecce. Diversi furono i feudatari: i de Brienne, gli Angioini, i Maremonte, i Trani, i Milezzi e per ultimo i Frisari che ne conservarono il feudo sino al 1806 anno di abolizione della feudalità. Monumenti [modifica] Tra i monumenti esistenti a Scorrano si ricordano la Chiesa Matrice, la Chiesa dei Cappuccini, la Chiesa degli Agostiniani e Porta Terra. Degni di nota sono anche il palazzo seicentesco Veris delli Ponti, il palazzo ducale dei Guarini del 1700 e la Chiesa barocca della Madonna della Luce posta alla periferia della città. Chiesa Madre [modifica] Dai documenti a disposizione non è possibile determinare l’epoca della sua fondazione, ma tradizione vuole che risalga ai tempi apostolici. Una leggenda narra che l'attuale edificio sacro fu edificato sui resti di un tempio dedicato al dio Giano, distrutto da San Pietro durante il suo passaggio in queste terre per raggiungere Roma. Anche il fatto che in origine la Chiesa fosse dedicata a San Salvatore sembra accreditare questa leggenda, poiché è regola che gli edifici sacri dedicati al divin Salvatore o a Maria Santissima Assunta in Cielo siano dei tempi dei viaggi apostolici”. Attualmente la Chiesa è dedicata a Santa Domenica protettrice del paese. Chiesa dei Cappuccini [modifica] La Chiesa del Convento dei Cappuccini, è dedicata a Santa Maria degli Angeli e la sua edificazione risale alla fine del XVI secolo. La sua costruzione venne promossa dall'Università di Scorrano e la progettazione fu affidata ad un noto architetto salentino, Evangelio Profilo di Copertino come si evince chiaramente dall'epigrafe posta su una volta della chiesa. Fu progettata tenendo conto delle misure e delle forme dettate dalle Costituzioni Cappuccine del 1536, in sintonia con lo stile di vita dei frati cappuccini. Chiesa degli Agostiniani La facciata è in pietra leccese e carparo arricchita da un portale, da una piccola finestra centrale e dallo stemma di Scorrano. L'interno a due navate ospita un bel organo del settecento, un altare maggiore in pietra e alcuni altari laterali fra cui quello dedicato a San Francesco d'Assisi. Chiesa degli Agostiniani [modifica] La Chiesa di San Francesco d'Assisi, meglio conosciuta come degli Agostiniani, risale al XVII secolo ed è in stile barocco. A differenze delle chiese barocche salentine, questa struttura possiede una decorazione ubbastanza sobria. La facciata alta circa 19 metri è divisa in due ordini. L'ordine inferiore è scandito da sei colonne corinzie poggiate sulla parete e che fanno da cornice al portale d'ingresso leggermente decorato. L'ordine superiore, leggermente ristretto, ospita un finestrone centrale, due statue raffiguranti San Paolo e San Bonaventura e sulla sommità una statua della Madonna Immacolata. L'interno è a croce latina ad unica navata e si conclude con il transetto e il presbiterio. Ha una copertura a volta, mentre nell'intersezione fra le due braccia della croce si erge una maestosa cupola in cui si aprono quattro finestre circolari. Una balaustra in ferro separa la zona riservata ai fedeli dall'abside che conserva un prezioso altare Maggiore in pietra, un coro in legno pregiato e un organo. Porta Terra Oltre all'altare Maggiore, dedicato al Santissimo Sacramento, la chiesa accoglie altri altari di uguale dimensione e modello fra cui si ricordano quelli di San Pietro e Paolo, della Madonna del Rosario, dell'Immacolata, di Sant'Antonio da Padova, di San Francesco, del Crocifisso e di San Giuseppe da Copertino. Porta Terra [modifica] Porta Terra è l'unica testimonianza ancora esistente dell'antica cinta muraria che proteggeva la città. Costituiva una porta d'ingresso al nucleo antico di Scorrano. Detta comunemente Porta o Arco di Santa Domenica risale al 1595 anche se fu costruita su una porta o torre ancora più antica. Al centro della porta vi è un incasso con un affresco del quale si notono solo due angeli che reggono una corona; la figura divina centrale che riceve la corona, non è visibile. All'interno del muro di sinistra vi sono le tracce di un grande affresco, raffigurante Santa Domenica, datato 1743: si tratta di un ex voto che i cittadini Scorranesi fecero eseguire sulla porta della città per ringraziare la loro Protettrice di averli salvati dal terremoto che in quell'anno fece centinai di vittime in tutta la provincia idruntina. Nel 1838 sull'architrave dell'arco fu incassato lo stemma civico della cittadina in seguito a dei lavori di restauro. Demografia [modifica] Nel 2007 il comune di Scorrano contava una popolazione di 6.973 abitanti, con una variazione dello 0,3% rispetto all'anno precedente . Dal 2001 al 2007 il borgo ha avuto un trend della popolazione positivo del 3,2%.[1] Il comune salentino ha un indice di vecchiaia del 113,5%, quindi con una preponderanza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi. Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Emigrazione [modifica] L'emigrazione ha caratterizzato la storia del centro soprattutto nel ventennio 1951-1971. Molti scorranesi vivono all'estero e tantissimi vi sono rimasti, creando delle vere e proprie comunità oltralpe. Le mete più ambite sono state la Francia, in un primo momento, la Svizzera e la Germania poi. In Francia andarono soprattutto coloro che avevano combattuto e vissuto la guerra, mentre in Svizzera e Germania quelli che ne avevano assistito da bambini. Zurigo è chiamata dagli abitanti locali "Seconda Scorrano", poiché vi si trova la maggioranza degli immigrati in Svizzera. L'Australia, gli Stati Uniti e il Canada sono gli altri paesi in cui è elevata la presenza di scorranesi. Attualmente all'estero vivono circa un migliaio di scorranesi. Molto cospicua è la presenza di scorranesi nel resto d'Italia, a causa soprattutto della mancanza di lavoro e della conseguente disoccupazione. Moltissimi sono soprattutto i giovani che vanno a vivere nel resto dello stivale, cercando di riuscire a trovare una migliore situazione economica. Immigrazione [modifica] Dagli anni settanta in poi si è assistito ad un progressivo ritorno degli emigranti dall'estero e dagli anni '90 all'arrivo di immigrati. Attualmente vi sono numerose badanti europee orientali (rumene, ucraine, polacche, bulgare), attirate dall'elevato numero di anziani bisognosi di assistenza. Religione [modifica] La popolazione scorranese professa per la quasi totalità la religione cristiano-cattolica. La Parrocchia Trasfigurazione di Gesù, facente parte della Diocesi di Otranto, è l'unica presente nel borgo. È presente una comunità di Frati Minori Cappuccini, la quale risiede nel convento situato all'entrata del centro. Vi sono numerosi gruppi di preghiera, l'azione cattolica e la gioventù francescana. La Patrona è Santa Domenica, San Francesco d'Assisi è compatrono. Da diversi anni è presente una discreta ma attivissima comunità di Testimoni di Geova all'interno del comune. Feste e ricorrenze [modifica] Festa patronale di Santa Domenica [modifica] Il 5-6-7 luglio si celebra la santa patrona della città, Santa Domenica. In occasione dei festeggiamenti le strade e le piazze del paese si abbelliscono con imponenti luminarie, sono previsti inoltre l'esibizione di rinomati concerti bandistici e di gruppi musicali. La mattina del 6 luglio nel paese sfila una lunga e sentita processione. Nel pomeriggio invece si svolge una gara pirotecnica dove si confrontano le più importanti ditte pirotecniche del Mezzogiorno. San Nicola fu il primo protettore della cittadina ma una leggenda narra che per aver salvato Scorrano dalla peste la Santa abbia voluto in cambio una festa sontuosa. Le fiere di San Francesco d'Assisi e di Santa Lucia [modifica] Il 4 ottobre si celebra la fiera di San Francesco d'Assisi, organizzata presso il convento dei francescani, mentre il 13 dicembre si tiene la fiera in onore di Santa Lucia. Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Mario Pendinelli (centrosinistra) dal 29/05/2007 (2º mandato) Centralino del comune:               0836 463311        Posta elettronica: non_disponibile   Personaggi celebri [modifica] Angelo Rizzo, fisico Dolcenera, vero nome Emanuela Trane, cantautrice Collegamenti esterni [modifica] Scorranoweb - Portale sul comune
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Santa Cesarea Terme Da Enciclopedia Wikipedia. Santa Cesarea Terme è un comune costiero di 3.110 abitanti del Salento in provincia di Lecce. Si affaccia sul lato orientale della costa salentina, caratterizzata da scogliere alte e rocciose. Sorge a 46 chilometri a sud-est del capoluogo e a 56 metri sopra il livello del mare. Panorama di Santa Cesarea Terme Santa Cesarea Terme Bagnanti a metà Ottobre in località Fontanelle Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°2′0″N 18°28′0″E / 40.03333, 18.46667Coordinate: 40°2′0″N 18°28′0″E / 40.03333, 18.46667 Altitudine: 56 m s.l.m. Superficie: 26 km² Abitanti: 3.110 1 gennaio 2007 Densità: 119 ab./km² Frazioni: Cerfignano, Porto Miggiano, Vitigliano  Comuni contigui: Castro, Minervino di Lecce, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Uggiano la Chiesa CAP: 73020 Pref. telefonico: 0836 Codice ISTAT: 075072 Codice catasto: I172  Nome abitanti: cesarini  Santo patrono: Santa Cesarea  Giorno festivo: 12 settembre  Sito istituzionale Visita il Portale Italia Il comune comprende le frazioni di Cerfignano e Vitigliano e le località turistiche di Porto Miggiano, Villaggio Paradiso e La Fraula. Indice [nascondi] 1 Geografia 2 Etimologia e Cenni Storici 3 Stemma 4 Monumenti 5 Le Terme 6 Territorio 7 Turismo e Svago 8 Come raggiungere Santa Cesarea T. 9 Evoluzione demografica 10 Amministrazione comunale 11 Galleria fotografica 12 Gemellaggi 13 Collegamenti esterni   Geografia [modifica] Il territorio del comune di Santa Cesarea Terme si estende per 26 Kmq, e si presenta pianeggiante all'interno, mentre lungo la fascia costiera, lunga per circa 16 Km, sono presenti piccole alture che scendono direttamente nel mare. Il moresco Palazzo Sticchi Confina a nord con i comuni di Otranto e Uggiano la Chiesa, ad ovest con i comuni di Minervino di Lecce e Poggiardo, a sud con i comuni di Ortelle e Castro e a est con il Mare Adriatico. Il territorio è compreso tra gli 0 e i 129 metri s.l.m.. Etimologia e Cenni Storici [modifica] Il nome del centro riflette il culto per la Santa patrona del paese. Secondo la tradizione popolare nel XV secolo, prese il nome di Santa Cibaria da una vergine giovane, forse originaria di Otranto, che per sfuggire alle insidie del padre brutale e violento, si rifugiò in una grotta del centro abitato. Qui il padre precipitò, avvolto da una nube densa e la fanciulla si salvò. Da allora una sorgente di acqua sulfurea sgorga dalla terra, proprio nel punto dove si compì la tragedia La specifica allude al fatto che la zona è una stazione termale. Il centro si sviluppa nei primi anni del Novecento, grazie allo sfruttamento delle acque benefiche che qui si trovano con il nome di Marina di Santa Cesarea. Amministrata da Ortelle fino al 1913 , divenne comune con le frazioni di Vitigliano e Cerfignano. Stemma [modifica] Stemma Descrizione: Lo stemma raffigura una torre con una bandiera, una pianta di tabacco e una grotta con un giglio. Questa raffigurazione così composita sintetizza le caratteristiche predominanti del comune: la torre è l'elemento architettonico che è presente lungo il litorale; la grotta si riferisce all'inconsueta conformazione del luogo ricco di antri, caverne e cavità sotterranee da cui sgorgano acque sulfuree e si sollevano esalazioni medicamentose; il giglio ricorda la leggenda della vergine cristiana Cesarea, mentre la pianta di tabacco è un omaggio alle due frazioni la cui economia prettamente agricola era, un tempo, caratterizzata da questa coltura. Monumenti [modifica] Santa Cesarea Terme è una cittadina abbastanza giovane. Infatti le prime strutture architettoniche risalgono alla fine dell'Ottocento. Di particolare interesse artistico è il moresco Palazzo Sticchi unico nel suo genere nel Salento edificato tra il 1894 e il 1900. Vi è la presenza di numerose ville dei primi del Novecento come l'eclettica Villa Raffaella. La chiesa Madre dedicata al Sacro Cuore fu costruita nei primi anni del XX secolo. Sono inoltre presenti lungo la costa cesarina diverse torri saracene della fine del 1400 inizi del 1500. Questi i loro nomi da sud a nord: Torre Miggiano, Torre Santa Cesarea o del Belvedere, Torre Specchia di Guardia e Torre Minervino. Chiesa Sacro Cuore Le Terme [modifica] Le Terme di Santa Cesarea hanno un'origine tutto sommato abbastanza recente. Santa Cesarea Terme è sita su un lungo tratto di costa interessato dal fenomeno delle sorgenti termali. Le acque clorurate, solfuree e iodiche delle sorgenti di Santa Cesarea Terme sgorgano a temperature variabili in quattro grotte naturali, comunicanti con il mare, denominate: Gattulla, Fetida, Sulfurea e Solfatara. Quando l'acqua delle grotte arriva agli stabilimenti viene sottoposta a un processo di eutermalizzazione, che la porta dai 30 C° originari ai 36-37 C° necessari per il suo utilizzo terapeutico. Il loro effetto benefico pare fosse noto fin da epoche remote presso gli abitanti della zona, ma la loro valorizzazione scientifica è databile alla fine dell'Ottocento e, soprattutto, ai primi del Novecento quando venne inaugurato lo stabilimento termale Gattulla (1910). I bagni e i fanghi termali risultano particolarmente indicati per le patologie artroreumatiche, dermatologiche, delle vie respiratorie, nei postumi di traumi, nonché per le cure estetiche e antistress. Oggi le terme di Santa Cesarea godono di una certa rinomata fama anche se non vengono sfruttate come di dovere. Infatti sino ad oggi gli interessi di alcune personalità politiche e non, rendono difficile il decollo vero e proprio del centro termale della cittadina. Le terme restano aperte da maggio a novembre. Territorio [modifica] Costa di Santa Cesarea Terme in località Villaggio Paradiso Dall'ottobre 2006 parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Turismo e Svago [modifica] Santa Cesarea Terme non è solo luogo rinomato per le cure termali, mediche e di benessere: il comune offre anche numerose attività e occasioni di svago e divertimento quali ballo, nuoto, ippica, immersioni nel cristallino mare, trekking e lunghe passeggiate all'aria pura del Salento. Le bellezze paesaggistiche ed archittettoniche, la cura del corpo e della salute e la ricchezza della gastronomia e delle tradizioni hanno fatto di Santa Cesarea Terme il centro di un turismo attivo per buona parte dell'anno. Come raggiungere Santa Cesarea T. [modifica] Il centro abitato si può raggiungere o attraverso la strada statale n° 16 proseguendo con la n° 275 uscita per Poggiardo, oppure con la strada statale n° 543 per San Cataldo immissione con la n° 611 per Otranto proseguendo con la n° 173. Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Daniele Cretì (lista civica Progetto per Santa Cesarea) dal 15/04/2008 (1º mandato) Centralino del comune:               0836 949811        Posta elettronica: info@comune.santacesareaterme.le.it   Galleria fotografica [modifica] Baia a Santa Cesarea Terme Panorama della costa a Torre Minervino Panorama della costa in località Gli Archi Collinette lungo il litorale Torre Minervino Torre Santa Cesarea Torre Miggiano Colle nei pressi di Santa Cesarea Terme Santa Cesarea Terme Panorama Area pinetata Un tratto della scogliera di Santa Cesarea Terme Santa Cesarea Terme vista da Castro   Gemellaggi [modifica] Vocha Collegamenti esterni [modifica] Terme di Santa Cesarea Santa Cesarea Terme
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Sannicola Da Enciclopedia Wikipedia. Sannicola (pron. Sannìcola) è un comune di 6.151 abitanti della provincia di Lecce. Sannicola Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°6′0″N 18°4′0″E / 40.1, 18.06667Coordinate: 40°6′0″N 18°4′0″E / 40.1, 18.06667 Altitudine: 75 m s.l.m. Superficie: 27 km² Abitanti: 6.058 31-12-04 Densità: 228 ab./km² Frazioni: Chiesanuova, Lido Conchiglie, San Simone  Comuni contigui: Alezio, Galatone, Gallipoli, Neviano, Tuglie CAP: 73017 Pref. telefonico: 0833 Codice ISTAT: 075070 Codice catasto: I059  Nome abitanti: sannicolesi  Santo patrono: S. Maria delle Grazie  Giorno festivo: 8 settembre  Sito istituzionale Visita il Portale Italia Sino al 1908 facente parte del comune di Gallipoli, fu elevato a Comune col Regio Decreto numero 134/08 del 5 aprile 1908. Indice [nascondi] 1 Frazioni 2 Personaggi celebri 3 Evoluzione demografica 4 Amministrazione comunale   Frazioni [modifica] Chiesanuova: distante 7 km da Gallipoli e 5 km dal mare, 800 abitanti, deve il suo nome alla costruzione di una cappella in onore della Madonna SS Immacolata. San Simone: si trova a 1 km da Sannicola sulla strada per Tuglie. Lido Conchiglie: Posta sul mare è condivisa con il comune di Gallipoli, abitata per lo più d'estate. Le casette in stile mediterraneo si arrampicano sulla collina del Sergente, da dove si può ammirare il golfo gallipolino e l'isola di Sant'Andrea, recentemente interessata da in intenso flusso turistico. Personaggi celebri [modifica] Vi ebbe i natali il noto esponente del fascismo nonché programmatore della fascistizzazione della vita quotidiana Achille Starace e il nipote Giò Stajano (nome d'arte di Gioacchino Stajano Starace poi Maria Gioacchina Stajano Starace) scrittore, giornalista, attore e pittore.               Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Giuseppe Nocera (centrosinistra) dal 15/04/2008 (2º mandato) Centralino del comune:               0833 231430        Posta elettronica: segretario.comunale@comune.sannicola
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San Pietro in Lama Da Enciclopedia Wikipedia. San Pietro in Lama è un comune di 3.509 abitanti del Salento in provincia di Lecce, situato a circa 5 km dal capoluogo in direzione sud-ovest. San Pietro in Lama Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°18′0″N 18°7′0″E / 40.3, 18.11667Coordinate: 40°18′0″N 18°7′0″E / 40.3, 18.11667 Altitudine: 43 m s.l.m. Superficie: 7 km² Abitanti: 3.509 Densità: 501 ab./km² Comuni contigui: Copertino, Lecce, Lequile, Monteroni di Lecce CAP: 73010 Pref. telefonico: 0832 Codice ISTAT: 075071 Codice catasto: I115  Santo patrono: San Pietro  Giorno festivo: 7 aprile  Sito istituzionale Visita il Portale Italia   Indice [nascondi] 1 Geografia 2 Storia 3 Evoluzione demografica 4 Trasporti 5 Amministrazione comunale 6 Voci correlate 7 Collegamenti esterni   Geografia [modifica] San Pietro in Lama è situato nella zona denominata Valle della Cupa, che consiste in una vasta area di depressione naturale del terreno che comprende, oltre al paese, Arnesano, Campi Salentina, Cavallino, Copertino, Lecce, Monteroni, San Cesario e San Donato. Storia [modifica] Nella località di Rugge si trovano i resti di un antico centro prima messapico e poi romano identificato con la città di Rudiae, patria del poeta latino Quinto Ennio. Il nome del paese deriva da un'antica leggenda, secondo la quale l'apostolo Pietro, diretto a Roma, per evitare l'allora pagana Lecce, fece una deviazione passando dal paese nel 43 d.C. All'epoca in cui era sorta la leggenda la Valle della Cupa era una zona acquitrinosa e nel dialetto locale era denominata lama, da qui il nome dell'abitato, che ricorda il passaggio dell'apostolo nella zona. Le prime notizie storiche dell'odierno abitato risalgono al XV secolo: il paese è costituito da sole 38 famiglie, concentrate in un'unica via (l'attuale via XX Settembre), ed intorno alla chiesa di Sant'Antonio. La maggior parte degli abitanti erano all'epoca contadini e artigiani, questi ultimi in prevalenza cutumari, cioè lavoratori di creta. Il centro abitato quindi si sviluppò fino a raggiungere il migliaio di abitanti nel XVI secolo. Nel 1695 fu demolita la vecchia chiesa matrice, poi ricostruita nel 1715; a partire dalla seconda metà del XVII secolo vennero inoltre costruite diverse nuove chiese: la vhiesa della Croce (1655), la chiesa di Sant’Antonio (1682) e la vhiesa di San Pasquale Baylon (1748). In un dipinto tardo seicentesco conservato nella chiesa della Croce, raffigurante Santa Irene, alle spalle della santa è raffigurato il centro abitato, con la cappella di San Nicola, oggi scomparsa e la vecchia chiesa matrice non ancora demolita. Intorno al centro storico, l'abitato si è sviluppato in cinque rioni: Rione 167A Rione 167B Rione Lotti Rione Paladini (facente parte però del comune di Lequile) Rione Sant'Anna Sono ancora presenti alcuni artigiani che tengono viva l'antica tradizione della lavorazione della creta. Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Trasporti [modifica] Il territorio comunale è attraversato dalla ex strada statale 101 Salentina di Gallipoli. Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Salvatore Tondo (lista civica) dal 29/05/2007 Centralino del comune:               0832 631114        (fax 0832 633157) Posta elettronica: ufficio.segreteria@comune.sanpietroinlama.le.it   Voci correlate [modifica] Gruppo di azione locale Valle della Cupa Collegamenti esterni [modifica] Sito ufficiale del Comune
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San Donato di Lecce Da Enciclopedia Wikipedia. San Donato di Lecce è un comune di 5.717 abitanti in provincia di Lecce. San Donato di Lecce Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°16′0″N 18°11′0″E / 40.26667, 18.18333Coordinate: 40°16′0″N 18°11′0″E / 40.26667, 18.18333 Altitudine: 70 m s.l.m. Superficie: 21 km² Abitanti: 5.837 Densità: 272 ab./km² Frazioni: Galugnano  Comuni contigui: Caprarica di Lecce, Cavallino, Lequile, San Cesario di Lecce, Soleto, Sternatia CAP: 73010 Pref. telefonico: 0832 Codice ISTAT: 075069 Codice catasto: H826  Santo patrono: San Donato  Giorno festivo: 7 agosto  Sito istituzionale Visita il Portale Italia                                                         Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Ezio Conte (lista civica Libertà) dal 15/04/2008 (1º mandato) Centralino del comune:               0832 657511        Posta elettronica: segretariocomunale@comune.sandonatodilecce.le.it   Voci correlate [modifica] Gruppo di azione locale Valle della Cupa
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San Cesario di Lecce Da Enciclopedia Wikipedia. San Cesario di Lecce (8.065 abitanti) è un comune del Salento in provincia di Lecce. Dista 8 km dal capoluogo in direzione sud. San Cesario di Lecce Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 40°18′0″N 18°10′0″E / 40.3, 18.16667Coordinate: 40°18′0″N 18°10′0″E / 40.3, 18.16667 Altitudine: 42 m s.l.m. Superficie: 7 km² Abitanti: 8.065 Densità: 1152 ab./km² Comuni contigui: Cavallino, Lecce, Lequile, San Donato di Lecce CAP: 73016 Pref. telefonico: 0832 Codice ISTAT: 075068 Codice catasto: H793  Nome abitanti: sancesariàni  Santo patrono: San Cesario  Sito istituzionale Visita il Portale Italia Indice [nascondi] 1 Personalità legate a San Cesario 2 Evoluzione demografica 3 Amministrazione comunale 4 Voci correlate   Personalità legate a San Cesario [modifica] Ezechiele Leandro, pittore, vi visse e vi morì Graziano Pellè, calciatore ingelatinato, vi è nato Donato Negro, arcivescovo, vi è nato                                       Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Antonio Cosimo Girau (lista civica) dal 29/05/2007 Centralino del comune:               0832 205366        Posta elettronica: protocollo@comune.sancesariodilecce.le.it   Voci correlate [modifica] Gruppo di azione locale Valle della Cupa
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Salve Da Enciclopedia Wikipedia. Salve è un comune di 4.556 abitanti del basso Salento, in provincia di Lecce. Noto per la sua marina, ha cinque frazioni: Lido Marini, Marina di Pescoluse, Ruggiano, Torre Pali e Torre Vado. Salve Stato: Italia Regione: Puglia Provincia: Lecce Coordinate: 39°52′0″N 18°18′0″E / 39.86667, 18.3Coordinate: 39°52′0″N 18°18′0″E / 39.86667, 18.3 Altitudine: 130 m s.l.m. Superficie: 32 km² Abitanti: 4.556 Densità: 142 ab./km² Frazioni: Lido Marini, Marina di Pescoluse, Ruggiano, Torre Pali, Torre Vado  Comuni contigui: Alessano, Morciano di Leuca, Presicce, Ugento CAP: 73050 Pref. telefonico: 0833 Codice ISTAT: 075066 Codice catasto: H729  Nome abitanti: salvesi  Santo patrono: San Nicola Magno  Giorno festivo: 6 dicembre  Visita il Portale Italia Indice [nascondi] 1 Storia 2 Evoluzione demografica 3 Amministrazione comunale 4 Voci correlate 5 Collegamenti esterni   Storia [modifica] Nell'età del bronzo il territorio di Salve ospitava insediamenti messapici, la cui presenza è testimoniata da diversi ritrovamenti archeologici. L'origine dell'attuale centro urbano si fa risalire al centurione Salvius, che nel 267 a.C. avrebbe avuto queste terre in premio dopo l'assoggettamento del Salento a Roma.[senza fonte] Il centro abitato si espanse per lo spostamento verso l'interno degli abitanti della costa ionica, dove era diffusa la malaria. Nel IX secolo d.C., per difendersi dalle scorribande saracene, furono erette le mura; altre fortificazioni, tuttora esistenti, furono costruite nel XV secolo come difesa dai Turchi. Nel 1563 fu terminata la costruzione della torre in pietra di "Torre Pali", eretta dagli Spagnoli insieme a molte altre su tutta la costa salentina. La torre, che sorge dal mare, si trova a circa 13 km a ovest di Santa Maria di Leuca. Le torri servivano per avvistare le navi turche e per allarmare così tempestivamente tutto il territorio salentino, mediante l'accensione di fuochi di segnalazione. La torre ha dato il nome all'omonima frazione del comune. Nel 1930 fu iniziata la grande bonifica delle coste ioniche salentine, terminata nel secondo dopoguerra. Grazie a tali opere è stato possibile utilizzare le spiagge della costa e si è sviluppato il turismo balneare, che oggi costituisce una delle principali risorse economiche della città.         Evoluzione demografica [modifica] Abitanti censiti Amministrazione comunale [modifica] Sindaco: Vincenzo Passaseo (lista civica Uniti per Salve) dal 15/04/2008 (1º mandato) Centralino del comune:               0833 741224        Posta elettronica: non_disponibile   Voci correlate [modifica] Salento Monumenti megalitici della provincia di Lecce Marina di Pescoluse Collegamenti esterni [modifica] Salvelive.com (portale informativo su Salve) Salveweb.it (portale informativo su Salve e dintorni)
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